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Registri carico e scarico rifiuti soggetti obbligati


Attività agricole. Attività di demolizione, costruzione. Attività commerciali;. Attività di servizio;. Attività sanitarie.

Nome: registri carico e scarico rifiuti soggetti obbligati
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. Windows XP/7/10. iOS. MacOS.
Licenza: Solo per uso personale
Dimensione del file: 37.43 Megabytes

Registro di carico e scarico rifiuti industriali D. I soggetti di cui all'articolo , comma 3 hanno l'obbligo di tenere un registro di carico e scarico rifiuti su cui devono annotare le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti, da utilizzare ai fini della comunicazione annuale al Catasto. I soggetti che producono rifiuti non pericolosi di cui all'articolo , comma 3, lettere c , d e g , hanno l'obbligo di tenere un registro di carico e scarico su cui devono annotare le informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative dei rifiuti.

Le annotazioni devono essere effettuate: a per i produttori, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dallo scarico del medesimo; b per i soggetti che effettuano la raccolta e il trasporto, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla effettuazione del trasporto; c per i commercianti, gli intermediari e i consorzi, almeno entro dieci giorni lavorativi dalla effettuazione della transazione relativa; d per i soggetti che effettuano le operazioni di recupero e di smaltimento, entro due giorni lavorativi dalla presa in carico dei rifiuti.

Ne discende che durante il trasporto presso l'impianto di smaltimento rifiuti il formulario potrà essere privo di tale dato. A Codici CER rifiuti e descrizioni dei rifiuti da indicare sul registro di carico e scarico punti "a" e "b" Stato fisico del rifiuto punto "c" 1.

La sanzione è ridotta da Euro 2. Modelli di gestione del registro di carico e scarico rifiuti I modelli oggi vigenti del registro di carico e scarico dei rifiuti sono quelli già stabiliti dal D.

I registri di carico e scarico prima di poter essere utilizzati devono essere registrati nel registro IVA. Prima di poter iniziare ad annotare le operazioni di carico e scarico o di intermediazione di rifiuti è obbligatorio vidimare i registri presso le Camere di Commercio territorialmente competenti.

Registro di carico e scarico | PortaleRifutiSpeciali

Inoltre è obbligatorio compilare il frontespizio del registro prima della vidimazione. Come si individua la Camera di Commercio territorialmente competente?

I registri di carico e scarico possono essere tenuti con modalità informatiche a condizione di rispettare la frequenza delle annotazioni stabilite dalla normativa. I registri di carico e scarico sono composti da righe in genere 2 o 3 per foglio e da colonne.

La prima versione del decreto prevedeva la soppressione del Sistri, in vista di un nuovo sistema di tracci abilità dei rifiuti. In sede di conversione del decreto legge, tale sistema è stato individuato in un Registro elettronico nazionale per la tranciabilità dei rifiuti, gestito direttamente dal Ministero dell'ambiente, da istituirsi con apposito decreto.

Le sanzioni per l'omessa iscrizione, il mancato pagamento del contributo annuale e per omissioni e errori nell'immissione dei dati nel sistema telematico furono introdotte dal d.

Dopo la sua soppressione si è tornato ad erogare sanzioni per mancati adempimenti legati al sistema "cartaceo" di tracciabilità Modello Unico di Dichiarazione Ambientale, Formulario d'Identificazione Rifiuto e Registro di Carico e Scarico. Storia e rinvii[ modifica modifica wikitesto ] Il progetto del sistema integrato di gestione dei rifiuti viene avviato nel dall'allora ministro dell'ambiente Alfonso Pecoraro Scanio , sotto il Governo Prodi , e arrivano a uno stato avanzato con cui il successivo Governo Berlusconi.

Il 5 settembre del il presidente del Consiglio Berlusconi firma il decreto che pone il segreto di Stato sul progetto [3] , giustificato sostenendo che si stava impiegando una "avanzatissima tecnologia militare", la quale deve essere il più possibile inaccessibile agli operatori illegali dello smaltimento dei rifiuti. Tale contratto prevedeva il versamento a Selex Service Management di una quota fissa di 28 milioni di euro l'anno dal Ministero e di una variabile 65 e i 70 milioni costituita da una parte dei versamenti delle imprese per l'iscrizione al sistema.

Tuttavia, cinque imprese informatiche presentarono ricorso sostenendo di non essere state prese in considerazione. A maggio , quando era attesa la sentenza, il ricorso è stato ritirato dopo che le imprese in questione sono giunte ad un accordo con la Selex Service Management.

I dettagli dell'accordo non sono stati resi noti, ma alcune fonti sostengono che alla base ci sia la promessa di coinvolgere queste imprese nella successiva gestione del sistema [13]. Nel parte anche un'indagine della procura di Napoli in merito all'aggiudicazione del progetto.

Nel registro degli indagati vengono iscritti, tra gli altri, il capo della segreteria tecnica del ministro Prestigiacomo , Luigi Pelaggi, e l' amministratore delegato della Selex Service Management Sabatino Stornelli, già conoscenti per aver lavorato negli anni precedenti nel gruppo Telecom [13].

I reati ipotizzati sono: associazione a delinquere finalizzata alla truffa , abuso d'ufficio e false fatturazioni [3]. Tra gli obiettivi dell'indagine c'è stata la concessione in subappalto di parte dei lavori da Selex Service Management ad aziende terze, nonostante vigesse il segreto di Stato. Il segreto fu tuttavia tolto[ Quando?

Nel DigitPA l'Ente nazionale per la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, incaricato di una revisione del contratto con Selex Service Management dal neo ministro Corrado Clini , ha anch'essa sancito nelle sue conclusioni che le procedure seguite nell'aggiudicazione del contratto non erano compatibili con i principi di trasparenza [3].